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Le Canapaie - Ovvero: come ho imparato a non preoccuparmi e ad amare la canapa

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Le Canapaie - Ovvero: come ho imparato a non preoccuparmi e ad amare la canapa
La vita ha strani percorsi. Vent'anni fa non avrei saputo prevedere che un giorno mi sarei occupato del marketing digitale della canapa. Però questo è esattamente ciò che è successo. E facendolo ho scoperto una pianta dalle molte proprietà e dai molti utilizzi che può tornare a creare attorno a sé un mercato fiorente di prodotti naturali sostenibili e italiani. Proprio come quelli che offriamo qui a Le Canapaie.

La vita ha strani percorsi: se vent’anni fa mi avessero detto che un giorno della vita mi sarei occupato del marketing digitale della canapa sarei stato come minimo un po’ incredulo. In primis perché il marketing digitale vent’anni fa non si sapeva neanche cosa fosse. in secondo luogo perché vent’anni fa nessuno aveva ancora avuto il buonsenso (e il coraggio) di ricordare a sé stesso e al mondo intorno che quello della canapa un tempo era stato un mercato antichissimo e fiorente. Questo mercato offriva, tra l'altro, prodotti che potevano tornare utili per le più svariate e differenti applicazioni. Dalla canapa si ricavavano prodotti agroalimentari e tessili, parafarmaci e persino materiali simili alla plastica.

Quella della canapa era insomma un’industria serissima, lontana mille miglia dall’unico uso di cui, alla fine degli anni ’90, si era ormai, purtroppo, conservata la memoria: quello ludico/ricreativo. Sulla liceità o meno di questo utilizzo si può discutere a lungo e si possono avere molteplici punti di vista, ma di certo esso rappresentava (e rappresenta ancora oggi) gli interessi di una quota decisamente minoritaria di persone nel mondo. Certo, magari vivendo, come facevo io, nell’allora allegra e spensierata città universitaria di Perugia si poteva avere una percezione decisamente diversa in merito alla sua diffusione ma questa percezione era, per l'appunto, illusoria.


Beh! Comunque anche se non avrei mai potuto immaginare, vent’anni fa, che il mio cammino si sarebbe un giorno incrociato con quelli di Giacomo, Edoardo e Jacopo, di fatto poi questo è successo. E dato che è successo ho avuto la fortuna di scoprire questi tre miei (più o meno) coetanei che con passione, idealità e creatività si dedicavano (e si dedicano), nella campagna umbra, a riportare in auge l’economia della canapa. Il loro approccio al mondo della canapa, tra l'altro, è molto votato alla ricerca e alla sperimentazione di sempre nuovi possibili impieghi di questa pianta estremamente versatile che per molte culture è stata talmente importante da essere considerata addirittura sacra.


Ho scoperto un universo di termini di cui, prima, ignoravo completamente il significato: smaschiare (potare le piante maschie alla radice in modo che, impedendone la sopravvivenza, si impedisca anche l’impollinazione delle femmine con la quale si ridurrebbe la presenza del prezioso fiore). Ho imparato cosa vuol dire trimmare (separare il fiore dalla foglia in modo da ottenere un fiore puro, dal sapore meno paglierino.). Oggi so cos'è il trinciato (un fiore sminuzzato mischiato ad alcune parti di foglia, un prodotto forse meno nobile del fiore puro ma ottimo per l’uso tecnico.). So anche cos'è il CBD (uno dei principi attivi della canapa, uno di quelli dagli effetti più benefici, che si può sintetizzare in cristalli disciolti in olio di semi di canapa.).

Ho appreso il termine “cotta” (la fase di produzione del mosto di birra). Ho familiarizzato con una dicitura come “non pastorizzata” (vale a dire la birra che non ha subito il processo di cottura a quelle temperature elevatissime che ne uccidono sì i batteri aumentandone il tempo di conservazione, ma che con essi ne uccidono anche le sostanze aromatiche.). Oppure sono venuto a conoscenza del fatto che la birra può essere non filtrata (in altre parole una birra che non ha subito il processo di separazione fisico-meccanico, detto filtraggio, che viene usato per separare le fasi solide dal liquido in cui sono disperse. Processo con il quale si perdono, assieme alle fecce, tutti i lieviti della birra e con essi quel sentore di crosta di pane e fermento tipico delle birre artigianali.).

Ho scoperto tante cose: che l’olio di semi di canapa, ad esempio, ha un perfetto equilibrio tra omega 3 e omega 6 e che è ricco di proteine, antiossidanti e vitamine; che l’olio di CBD ha proprietà antinfiammatorie, analgesiche e lenitive. Ho scoperto che la farina di canapa è ottima per essere usata in cucina per fare: pasta, pane, pizze, focacce e dolci dal sapore particolare. Sono venuto a conoscenza del fatto che la birra che produciamo qui alle Canapaie non è semplicemente aromatizzata alla Canapa ma utilizza proprio la Canapa al posto del Luppolo, dato che la Canapa sativa L. e il luppolo appartengono alla stessa famiglia botanica (quella delle cannabinacee appartenente all’ordine delle urticales) e sono quindi, per questo, tra loro perfettamente intercambiabili. E ho capito anche che c'è l’innegabile vantaggio, nel compiere questo scambio, di smussare, attraverso la canapa, i sentori più amari della birra rendendo la birra stessa, per molti palati, decisamente più gradevole e beverina. Ho scoperto che abbiamo, nel nostro assortimento, anche una birra GLUTEN FREE.

Ho scoperto che fare un lavoro manuale in un campo per otto ore sotto al sole (nelle piccole aziende bisogna, per forza di cose, ricoprire più ruoli, dato che il meccanismo è meno parcellizzato e segmentato che nelle grandi realtà) è veramente faticoso ma che, a fine giornata, dà una soddisfazione che nessun altro lavoro può dare e che fa sentire anche in pace con sé stessi.

Mi si è aperto insomma un mondo: molto più serio (ma non serioso perché perché pervaso dall’atmosfera leggera, allegra e serena che si respira qui a Le Canapaie) e complesso di quanto non fosse quello delle stanze fumose e dell’allegria chimica dei miei giorni da ventenne ormai così lontani e ai quali, in ultima analisi, oggi guardo con affetto ma senza rimpianto dato che a vent’anni non sapevo quanto fosse bello fare con amore un lavoro del quale si è soddisfatti.

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