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Parassiti e nemici della canapa

Parassiti e nemici della canapa
Chiunque facesse crescere cinque pannocchie di grano o due fili d’erba là dove prima ne cresceva uno solo, avrebbe fatto un miglior servizio al suo paese che tutta la razza dei politici messa assieme. Jonathan Swift

Una pianta vigorosa sarà molto più resistente ad attacchi esterni di una con una crescita stentata.

Per evitare problemi di infestazioni causati da parassiti come insetti, muffe o funghi bisogna scegliere una varietà di seme ben adatta all’ ambiente.

La piantagione da fibra, data la sua elevata densità e la forte velocità di crescita delle piante, è fortemente competitiva con tutte le comuni infestanti ed in genere non necessita di interventi per il controllo delle malerbe, se vengono eseguite in modo tempestivo le operazioni di semina.

Eventuali erpicature in post-emergenza sono utili solo nel caso delle semine rade per la produzione di seme, lasciando poi che le piante provvedano da sè a soffocare le malerbe.

La canapa può soffrire per la presenza di Orobanca ramosa (Phelipea ramosa) e della fanerogama Cuscuta europea, che si aggrovigliano attorno al piede della pianta succhiandone i nutrimenti.

Il convolvolo (Convolvulus poligonium), può opporsi allo sviluppo delle piante, attorcigliandosi intorno allo stelo che continua a crescere, ma molto stentatamente.
Parassiti Qualche danno alla coltivazione può essere causato da alcuni insetti parassiti come:

  • la pulce della canapa (Psyllioides attenuata Koch), quando la temperatura supera i 1O~1 500 ed il clima è secco. Questo insetto attacca le foglie apportando un danno significativo solo quando più del 50% di esse risultano distrutte. Quindi solo in casi estremi, che si verificano dirado, è necessario intervenire con trattamenti chimici (50% soluzione di Methilparathion 0,5-0,7 litri/ha).
  • Il Tylencus devastator determina, in condizione di tempo umido, un caratteristico accartocciamento delle foglie, specie di quelle superiori delle piante giovani.
  • La piralide della canapa (Grapholita delineana) e del mais (Ostrinia nubilalis) possono invece insediarsi all’interno dello stelo cibandosi del midollo e provocando prima l’arresto della crescita e poi la morte della pianta. In questi casi, si può intervenire con prodotti specifici irrorando dai bordi del campo Bacillus Thuringiensis Berliner, generalmente alla fine di Giugno inizio di Luglio. Bisogna sottolineare comunque che infestazioni economicamente dannose si presentano prevalentemente in presenza di coltivazioni estese e ripetute. Diverse sono le crittogame parassite, che possono essere controllate con appropriati interventi di concimazione organica e corretta gestione delle rotazioni.
  • Il Pythium debaryanum attacca le giovani piantine provocando delle strozzature al colletto che portano alla loro morte.
  • La Sclerotinia liberiana, determina macchie biancastre alla base del fusto che, allargandosi man mano, intaccano la fibra.
  • Simile è la Botrytis infestans il cui micelio penetra nel fusto sino al midollo che successivamente presenta una muffa di colore verde scuro. La Peronospora cannabina attacca invece la parte inferiore delle foglie determinandone l’accartociamento, l’ingiallimetno e l’essiccamento.

Una buona tecnica colturale contro gli insetti è quella di consociare alla canapa piante come l’aglio, che tengono lontano la maggior parte degli insetti nocivi.

In caso di attacchi di afidi, ragnetti o metcalfa, oltre alla rimozione manuale o con una spugna, si può usare un’insetticida naturale come il piretro, oppure preparare infusi e macerati diversi di tabacco, ortiche, spezie e aromi vari, tutti perfettamente organici, e poi spruzzarli sulle piante (solo se in fase vegetativa). Una spugna imbevuta di alcool potrà servire ad eliminare la maggior parte degli insetti, ma non dimenticate poi di lavare abbondantemente il fogliame delle piante così trattate.

Si possono anche utilizzare predatori naturali degli insetti nocivi, ma all’esterno questi ultimi dovranno essere rimpiazzati spesso.

E’ da evitare assolutamente l’utilizzo di insetticidi chimici, in quanto, oltre al danno ambientale, contengono sostanze che lasciano residui pericolosi per la salute dei futuri consumatori dei prodotti trattati chimicamente.

Un problema per alcune varietà può essere un attacco di botrite (muffa bianca). Tagliare immediatamente ed allontanare dalla piantagione tutte le parti di pianta colpite da questa muffa, disinfettare gli attrezzi di lavoro ed eseguire un trattamento a base di zolfo in polvere.

Evitare di irrigare con acqua fredda, eliminare tutte le foglie morte o completamente ingiallite, favorire una migliore illuminazione ed un miglior ricambio d’aria, evitare stress idrici (terreno troppo secco o troppo bagnato), evitare carenze nutrizionali, ed introdurre nel terreno di crescita soltanto materiale organico completamente decomposto sono misure di prevenzione necessarie per evitare la formazione di muffe o funghi dannosi.

Attacchi anche gravi contro le piante nelle prime settimane di vita possono provenire dagli uccelli, dalle lumache e dalle chiocciole: in poche ore possono distruggere completamente tutte le piante presenti.

Nel caso di roditori (topi, conigli, minilepri), che possono attaccare le piante adulte, sarà utile un pezzo di rete metallica a maglie strette che possa circondare il tronco, alto almeno 25 cm.
Per allontanare animali di taglia maggiore, la miglior prevenzione è quella di recintare la piantagione. Questo spesso non é possibile. Potrà essere d’ aiuto lasciare odori umani (orina, sudore) intorno alle piante per allontanare la selvaggina.

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